Marmara e Istanbul
Moschea Blu e Sultanahmet
La moschea del Sultano Ahmet, coronata da sei minareti e rivestita di 20.000 piastrelle di İznik dipinte a mano, guarda Santa Sofia oltre un roseto. Intorno si stende l’antico quartiere imperiale: palazzo Topkapı, Cisterna Basilica e le 4.000 botteghe del Gran Bazar.
- Dove
- Sultanahmet, Istanbul
- Periodo migliore
- Tutto l’anno; al crepuscolo per le foto migliori
- Come arrivare
- Tram T1 fino a Sultanahmet; tutto il quartiere si gira a piedi. Ingresso gratuito fuori dalle cinque preghiere, abbigliamento sobrio.
- Mangiare e bere
- Infilati in un çay bahçesi (giardino da tè) in un cortile tra le due grandi moschee: sahlep d’inverno, succo di melagrana spremuto d’estate.
- Consiglio
- L’ingresso è gratuito al di fuori delle cinque preghiere quotidiane. Abbigliamento sobrio; all’ingresso prestano i foulard.
La storia
Il sultano Ahmet I aveva solo diciannove anni quando ordinò una moschea capace di rivaleggiare con Santa Sofia, dall’altra parte della piazza. Terminata nel 1616, provocò uno scandalo alla Mecca: i suoi sei minareti eguagliavano quelli della Grande Moschea, che dovette aggiungerne un settimo. Il soprannome «Moschea Blu» nasce dall’interno — oltre 20.000 piastrelle di İznik dipinte a mano, con tulipani, garofani e cipressi, che brillano sotto 260 finestre.
La moschea è il cuore di un quartiere che fu il centro di due imperi. L’Ippodromo, davanti, conserva un obelisco egizio del 1500 a.C.; la Cisterna Basilica nasconde nel buio una foresta di 336 colonne romane illuminate dall’acqua; il palazzo Topkapı distende cortili, harem e tesoro sulla punta della penisola; e il Gran Bazar — 4.000 botteghe sotto volte dipinte — contratta dal 1461. A Sultanahmet dedica almeno due giornate intere.
In immagini





















